Dopo aver analizzato alcune ragioni di sistema che rendono il lavoro di traduttore meno redditizio in Italia rispetto ad altri Paesi, vediamo qualche motivo legato ad aspetti microeconomici e a comportamenti dei singoli.
Sotto l’aspetto commerciale, le imprese italiane sono notoriamente meno mature rispetto a quelle di Paesi di maggior tradizione mercantile. Di fronte alla difficoltà di vendere, l’imprenditore accetta con eccessiva facilità di abbassare il prezzo, pur di non perdere il cliente. Le agenzie di traduzione non fanno eccezione: difficilmente riescono ad articolare un’efficace difesa del valore di ciò che vendono e si rifugiano immediatamente nella riduzione dei listini.
E’ dimostrato, anche nel settore delle traduzioni, che un’adeguata competenza commerciale è uno strumento indispensabile per sostenere il prezzo di vendita. Se negoziando una vendita ci si abbandona completamente al gioco della riduzione del prezzo, inizia una corsa al ribasso che danneggia chi vende e non educa chi compra. Scopo di una vendita, infatti, è anche l’instaurarsi fra venditore e compratore di un passaggio di competenze e valori che fondano il merito del prodotto o del servizio, motivandone il prezzo. Spesso, in Italia, le agenzie di traduzione (e anche i singoli traduttori) mancano dei presupposti per difendere prezzi di vendita migliori di quelli attuali: insufficiente specializzazione, orientamento strategico incerto e politiche di marketing poco strutturate sono le principali cause di questa debolezza. Gli operatori del nostro settore sono, di conseguenza, troppo facilmente manipolabili da parte dei clienti. Questi ultimi, da parte loro, non vengono mai contrastati da argomenti forti basati su motivazioni concrete legate al lavoro di traduzione: il risultato è che il compratore non percepisce il valore aggiunto della traduzione e non è disponibile a riconoscerlo nel prezzo.
Il margine di guadagno di un’agenzia di traduzioni sul prezzo al cliente finale non dovrebbe scendere sotto il 35% – 40%, ma si assesta di norma intorno al 50%. Non è infrequente imbattersi, in Italia, in agenzie che rivendono le traduzioni a 15.- / 16.- euro a cartella, con punte sino intorno a 30.- (fatta eccezione per traduzioni particolarmente specializzate, che possono raggiungere i 35.- / 40.- euro). Questi valori non soddisfano né i traduttori, né le agenzie stesse, ma è con questi ricavi che oggi funziona il mercato italiano delle traduzioni. Il riflesso positivo di questa situazione, per chi desidera avvicinarsi al lavoro di traduttore, è che il mercato italiano resta meno esigente e meno strutturato rispetto ad altri, e per questa ragione si presta ancora come buona palestra per chi si affaccia alla professione.
© 2009 Luca Lovisolo
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