Molte agenzie di traduzione richiedono a chi ricerca lavoro come traduttore l’esecuzione di una traduzione di prova. Si tratta normalmente di un testo abbastanza breve, che può però contenere numerose insidie e tranelli per saggiare la capacità dell’aspirante traduttore.
Alcuni ritengono che la traduzione di prova sia un metodo efficace per verificare le capacità di tradurre, altri no. L’attenzione va concentrata piuttosto sul modo in cui la traduzione di prova viene letta e valutata in agenzia.
Un buon rapporto di lavoro con un’agenzia di traduzioni, specie se ad un livello di qualità medio-alto, richiede sempre un certo periodo di adattamento. E’ piuttosto improbabile che la prima traduzione soddisfi appieno le esigenze del cliente: soprattutto in settori delicati (ad esempio quello della comunicazione), come traduttori esterni abbiamo bisogno di tempo, per comprendere lo stile e le abitudini di comunicazione di un’azienda. La terminologia tecnica si può apprendere usando un glossario (quando esiste), ma tutte le altre componenti della traduzione (registro, stile, adeguatezza ai destinatari) si assimilano lavorando.
Una traduzione di prova dev’essere valutata per ciò che può dare: un’analisi troppo dettagliata può causare un giudizio ingiustamente negativo. Non tutte le agenzie che, per valutare i candidati, adottano la traduzione di prova, sanno poi gestirla correttamente e desumerne una valutazione veritiera. Le agenzie possono non avere al loro interno le competenze linguistiche per valutare super partes una prova. Non è raro il caso che la lettura sia affidata a un altro traduttore già in carriera, che tende talvolta a difendere la propria posizione dall’arrivo di nuovi candidati, o che si sofferma a correggere aspetti secondari (ad esempio di stile personale) perché non abituato a questo compito.
Per chi aspira a diventare traduttore, una prova respinta può essere, psicologicamente, un duro colpo. Niente paura! Salvo errori gravi di comprensione o interpretazione del testo, una traduzione di prova può semplicemente non piacere: nelle lingue, molto è affidato al gusto. Inutile perciò lasciarsi prendere dallo scoramento o reagire con rabbia. E’ senz’altro bene analizzare la traduzione respinta e valutare le correzioni fatte, per il proprio miglioramento. Se lo si ritiene opportuno si potrà rispondere all’agenzia spiegando le proprie ragioni, ma questo difficilmente cambierà l’esito della candidatura. Una costante attività di marketing permetterà di prendere contatti con nuovi potenziali clienti, lasciando cadere quelli che hanno respinto la prova. Come in ogni ambiente di lavoro, anche in quello della traduzione il successo non dipende esclusivamente da fatti oggettivi, ma anche da valutazioni di carattere personale, che possono apparire più o meno giuste, ma spesso sono determinanti e invalicabili.
© 2010 Luca Lovisolo
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