Diventare traduttore giuridico

Un traduttore giuridico è un professionista con una particolare specializzazione nella traduzione di testi di argomento legale. Né in Italia, né in Svizzera è necessario essere iscritti a registri o associazioni specifiche. Il traduttore giuridico non va confuso con il traduttore giurato (istituto esistente, ad esempio, in Germania), così come la traduzione giuridica non va confusa con la traduzione giurata o asseverata.

La competenza linguistica di un traduttore giuridico dev’essere particolarmente elevata e flessibile. Va ricordato che a un traduttore giuridico è spesso richiesto (più frequentemente che in altri settori) di tradurre anche verso la propria lingua passiva. La delicatezza e complessità di testi e contesti giuridici, infatti, molte volte rende impossibile coinvolgere più traduttori.

Ci sono molti modi per acquisire le abilità necessarie a svolgere correttamente una traduzione giuridica: il percorso classico è conseguire una laurea in legge o un titolo analogo, oltre a disporre della necessaria competenza linguistica. In alternativa, per chi intende diventare traduttore giudirico, non mancano corsi organizzati da vari Enti. Tuttavia, anche senza uno specifico titolo di studio specialistico, chi si avvicina a questo tipo di traduzione sarà molto aiutato dall’aver lavorato in un ufficio legale internazionale o da altre esperienze che gli abbiano permesso il contatto diretto con la scrittura giuridica e con i meccanismi del diritto. Le competenze da sviluppare sono, in sintesi, tre: la conoscenza del particolare linguaggio degli ambienti forensi e giudiziari, la conoscenza dei rapporti giuridici che si costituiscono nelle diverse relazioni e la conoscenza delle fonti del diritto, incluso il funzionamento della giustizia nei Paesi dove si parlano le lingue che si traducono.

Tutti noi veniamo continuamente a contatto con testi di carattere legale: raramente, purtroppo, li leggiamo. Leggere con attenzione tutti i testi legali nei quali ci imbattiamo ogni giorno (dalle condizioni di trasporto scritte sul biglietto dell’autobus sino al rogito per acquistare un appartamento) e sforzarsi di capire sino in fondo cosa significano, ricercandone i riferimenti nelle fonti, è un buon inizio per comprendere alcune basi della scrittura giuridica.

Ancor più che in altri ambiti, nella traduzione giuridica è esclusa la possibilità di tradurre “a senso”, ossia senza comprendere sino in fondo le implicazioni di ciò che si sta scrivendo. Il diritto è una materia estesissima e in continua evoluzione: concerne ogni aspetto della vita pubblica e privata, della persona e della collettività. Per chi desidera diventare traduttore giuridico è importante scegliere un settore del quale appassionarsi e approfondirlo dovutamente. Le compravendite internazionali, ad esempio, generano molti testi da tradurre, sotto forma di contratti, condizioni di vendita e di trasporto, pratiche di recupero crediti. Per tradurre correttamente questi testi è necessario conoscere quali relazioni si instaurano fra i soggetti coinvolti e avere una sufficiente conoscenza della legislazione che regola il settore. Per acquisire queste competenze vi sono ottimi corsi, ad esempio quelli tenuti dalle Camere di Commercio nell’ambito dell’internazionalizzazione delle imprese.

Fra le incognite più insidiose della traduzione giuridica vi è la diversità degli ordinamenti legislativi e giudiziari fra i singoli Paesi: ben difficilmente una legge o le competenze di una certa istituzione all’interno di un Paese trovano un corrispettivo assolutamente analogo nell’ordinamento di un altro. Una prima, grande divisione esiste fra gli ordinamenti fondati sul diritto romano e germanico e quelli fondati sulla common law. Anche all’interno di queste grandi famiglie, tuttavia, e persino fra le diverse giurisdizioni locali di certi Stati federali (ad esempio la Svizzera, la Germania o la Russia), sussistono differenze importanti. E’ per questo che il traduttore giuridico deve saper utilizzare speditamente le fonti del diritto (legislazione, giurisprudenza e dottrina), per comprendere sino in fondo le ragioni del testo che traduce e scegliere correttamente i termini da utilizzare, per non indurre il lettore della traduzione a immaginare paralleli fra istituzioni o fattispecie che possono avere una denominazione simile, ma competenze e ruoli diversi.

Da una traduzione giuridica possono dipendere valori importanti: la riuscita di un affare internazionale, il buon esito di una causa per danni, ma anche il regolare svolgimento di un divorzio, di un’eredità o di un’adozione internazionale. La responsabilità che grava sul traduttore giuridico è molto elevata: gli atti tradotti giungono spesso direttamente davanti ai giudici senza che né questi, né i legali delle parti possano verificare l’esattezza delle traduzioni. Anche per questo motivo la traduzione giuridica resta fra le attività più gratificanti per un traduttore, e permette di conoscere direttamente, dalla viva voce dei documenti, aspetti della vita sociale e imprenditoriale che solo di rado vengono alla luce.

© 2010 Luca Lovisolo
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21 commenti per Diventare traduttore giuridico

  • francesca gini

    Vorrei avere informazioni su corsi di diritto per traduttori, perché desidero lavorare nel settore legale…

  • admin

    Grazie per il Suo commento. E’ in preparazione un elenco, non facile da realizzare. Sarà oggetto di prossimi articoli sul sito Kommunika.

  • admin

    Grazie per il messaggio. Purtroppo in Ticino non mi risultano corsi di diritto, non sono previsti neppure nel programma della SUPSI. Per ragioni di indipendenza non posso citare nomi, ma vi sono molti corsi di diritto organizzati in Svizzera interna, sufficientemente approfonditi anche senza costituire dei corsi di laurea. Le Camere di commercio italiane della zona di confine (Como, Varese) organizzano talvolta corsi di diritto e contrattualistica per imprenditori, che possono dare informazioni utili, anche se naturalmente si riferiscono al quadro normativo italiano e non a quello svizzero.

  • kevin

    vorrei diventare traduttore giuridico, a ottobre mi laurerò in giurisprudenza a Napoli e vorrei capire come si fa per diventare traduttore? grazie

  • admin

    Grazie per il Suo commento. Con una laurea in giurisprudenza ha senz’altro un’ottima base per volgersi alla professione di traduttore giuridico. Se non lo ha già fatto, consegua un titolo di conoscenza linguistica (ad esempio, di quelli emessi dagli istituti nazionali di lingua e cultura come il British Council o il Goethe-Institut). Per apprendere le tecniche di traduzione in generale e in particolare della traduzione giuridica, a quel punto potrebbe bastare frequenza di uno dei molti corsi brevi di traduzione organizzati da molte scuole per interpreti e traduttori (La prego di usare comprensione se, per motivi di indipendenza, su questo sito non vengono segnalate o raccomandate scuole o istituzioni in particolare). Consiglio anche a Lei di non sopravvalutare i titoli di studio, ma di fare esperienze reali, ad esempio fare praticantato in qualche studio legale internazionale, dove confrontarsi con casi concreti. In bocca al lupo!

  • Ile

    Buongiorno,
    io sono già interprete/traduttore per le autorità svizzere (in lingua romena) poiché bilingue italiano- romeno; malgrado io abbia studi superiori (laurea ingegneria STS svizzera) el avoro sotto mandato, sono considerata interprete “non diplomato” e quindi per la remunerazione mi si applicano tariffe minori. Vi sarei grata se mi potreste informare come posso diventare traduttore diplomato, considerato che già lavoro per il Canton Ticino dal 2006 ed eseguo traduzioni di natura giuridica, così come traduzioni di messaggi vocale o altro per la Polizia cantonale (comissiariato, reparti speciali polizia). Grazie per la vs risposta. Cordiali saluti

  • admin

    Grazie per il Suo commento. Le rispondo in privato, ho bisogno di maggiori dettagli.

  • [...] In questo caso una laurea in traduzione specializzata sarebbe perfetta. Tuttavia, come riportato su questo articolo di kommunica, «Ci sono molti modi per acquisire le abilità necessarie a svolgere correttamente [...]

  • Laura

    Buonasera,

    per quanto riguarda la specializzazione in traduzione giuridica, per la combinazione EN>IT è meglio rivolgersi agli studi di avvocati all’estero nei paesi angloamericani oppure è il caso di imparare a tradurre IT>EN almeno in questo ambito per rivolgersi agli studi di avvocati italiani? Non penso che gli studi di avvocati italiani vogliano le traduzioni EN>IT.

    Mi può dare delucidazioni a questo riguardo?

    Grazie.
    Laura

  • admin

    Buongiorno. Si dovrebbe tradurre solo verso la propria madrelingua, ma nel settore giuridico accade spesso di dover tradurre anche verso la lingua passiva, cosa che si può fare, però, solo se si ha una solida pratica della lingua stessa e della materia. La conoscenza della lingua presso i normali studi legali italiani è piuttosto limitata, perciò non è affatto escluso che gli avvocati abbiano bisogno di traduzioni dall’inglese. Questo poi non è il solo criterio da adottare: anche i professionisti che sanno le lingue si rivolgono ai traduttori semplicemente perché non hanno tempo di tradurre. Sia gli studi legali in Italia sia quelli nei Paesi anglosassoni sono validi target, se sta pensando di candidarsi. Non conosco la Sua formazione, ma tenga conto che tra il sistema giuridico italiano / continentale (diritto romano / germanico) e quello dei Paesi anglosassoni (Common law) esistono forti differenze di cultura giuridica. Forse dico una cosa inutile, in questo caso me ne scuso, ma si accerti di candidarsi solo in quei Paesi dei quali conosce la cultura giuridica, oltre che la lingua. Fra Inghilterra e Stati Uniti, ad esempio, pur restando in ambito anglofono, vi sono differenze importanti. Saluti. L

  • [...] In questo caso una laurea in traduzione specializzata sarebbe perfetta. Tuttavia, come riportato su questo articolo di kommunica, «Ci sono molti modi per acquisire le abilità necessarie a svolgere correttamente [...]

  • Janine

    Buongiorno,

    io sono studentessa di discipline giuridiche, corso di giurista linguista. La mia formazione è di 3 anni e mi dà una solida base di conoscenze giuridiche più che linguistiche. Il mio obiettivo – diventare traduttore giuridico italiano-bulgaro (la mia lingua madre). Il mio dubbio è come continuare la mia formazione dopo i 3 anni della laurea. Mi potrebbe forse aiutare un master in diritto/giurisprudenza (internazionale) in Bulgaria? Per ora avrei la possibilità di aiutare con le traduzioni in uno studio legale che ha relazioni con Bulgaria, come uno stage.
    Vorrei inoltre ringraziare per le utilissime informazioni che ho letto sul sito!

    Cordiali saluti!

  • Gentile signora,

    scusi il ritardo nella risposta. Lei ha già tutto! Se riesce a fare un corso in Bulgaria per essere aggiornata su terminologia, leggi e procedure, non perda l’occasione. L’esperienza nello studio legale inoltre sarà preziosissima. Piuttosto che continuare solo a studiare, poiché ha già un’ottima base inizi a lavorare e mantenga sempre aperta la possibilità di fare formazione continua. Per il resto… in bocca al lupo! L

  • Salve,
    sono laureata presso l’università di Zurigo e sono bilingue (tedesco-italiano). Quali sono le mie possibilità per lavorare come traduttrice giuridica?
    grazie

  • Di sicuro molto buone! Negli articoli di questo blog troverà molte indicazioni su come muoversi.

  • Nicoletta

    Sono a Frauenfeld , in Svizzera.
    Possibile lavorare conoscendo la lingua rumena e la lingua italiana ?

  • Buongiorno,
    Soprattutto per agenzie, si può lavorare un po’ ovunque, qualunque lingua si offra. Dipende dalla Sua preparazione e dal Suo curriculum. Provi a prendere contatto con le agenzie di traduzione della Sua zona, le trova facilmente via Internet (www.local.ch, ad esempio). Cordiali saluti.

  • ale

    Salve,
    Io sono un italiano di madrelingua romena, residente vicino il confine IT-CH, vorrei sapere come ci si puo arrivare a lavorare per le autorità svizzere, polizia, guardia di confine, come interprete-traduttore di ligua romena.
    Grazie!

  • Buongiorno, deve rivolgersi alla Polizia cantonale, a Bellinzona (trova facilmente gli indirizzi in Internet), presso l’apposito ufficio traduzioni. Dubito però che sia possibile lavorare in tali contesti se non si vive stabilmente in Svizzera con permesso di dimora o domicilio. Saluti.

  • Paola

    Buonasera,

    la mia professione è quella di avvocato e mi occupo anche di traduzioni giuridiche dallo spagnolo (dove ho conseguito la seconda laurea in diritto) e dall’inglese. Per ora l’ho fatto collaborando con un traduttore già avviato ma ora voglio gestire l’attività in prima persona. Ho acquistato il suo libro, per il quale mi complimento, e ho scritto una bozza di cv tutto in una pagina e devo dire piuttosto sintetico ma che mette in risalto ciò che offro. La domanda è questa: ricercando su internet ho notato che tutti i cv dei traduttori sono….lunghissimi! Insomma non vorrei sbagliare la presentazione. Il dubbio è sulla parte delle esperienze professionali ove mi limito a mettere in risalto la recente e fare un sunto dei 10 anni precedenti.

    Grazie in anticipo e cordiali saluti!

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